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L’ Acqua Minerale di Calizzano alla volta del “Dragone”

Si va in Cina. A tavola riso, bacchette e… acqua di Calizzano. La globalizzazione bussa, la storica fabbrica dell’Alta Valle apre le porte:«All’estero contiamo una distribuzione a 360° – afferma Paolo Nan, giovane leader dell’azienda – i nostri partner provengono per la maggiore da Stati Uniti, Canada, Australia e Corea.

In Europa abbiamo una buona presenza sul mercato tedesco , ma intratteniamo rapporti anche con Francia ed Inghilterra. Ad essere precisi, le entrate dall’estero contribuiscono per circa il 20% del nostro fatturato, e la percentuale è in costante crescita». Ed eccoci al piatto forte: in pochi mesi una quindicina di container ha già varcato i cancelli dell’estremo oriente, sbarcando sulle tavole cinesi:«La Cina è un mercato in continua espansione. E’ indubbio che susciti il nostro interesse, soprattutto considerando che ,per quanto la povertà sia radicata nei suoi confini, anche solo una piccola fetta del suo miliardo di abitanti rappresenta una clientela non di poco conto. Ci siamo affacciati attraverso inserzioni sui motori di ricerca come Alibaba (il colosso web di Jack Ma, il tycoon accostato al Milan, ndr), abbiamo scoperto un bacino dalle potenzialità immense».Un business che pone al centro di tutto il Made in Italy, simbolo dell’eccellenza italiana nel mondo:«Le acque italiane hanno un nome a livello internazionale, e fanno gola alle tavole che contano. San Pellegrino ha fatto scuola in questo senso, portando sulla scena mondiale la qualità italiana. Una qualità che noi abbiniamo anche alla leggerezza: la nostra acqua, grazie al basso contenuto di sali minerali, è molto indicata per diete povere di sodio e ha importanti benefici diuretici. Negli ultimi cinque anni ci siamo quindi mossi con decisione sui mercati globali, ma è indubbio che la concorrenza, a livello italiano, non manca: sono circa 200 i produttori che come noi sono in regime d’esportazione. E’ anche per questo motivo, e per i costi di trasporto, che la nostra distribuzione si concentra ancora sull’Italia, soprattutto del Nord». Alle spalle di tutto questo, 55 anni di duro lavoro e gestione famigliare, conditi oggi da un’ attenta coscienza ecologica e dall’apporto, in via diretta ed indiretta, di una trentina di addetti ai lavori:«Ogni anno produciamo quasi 45 milioni di litri d’acqua. Il tutto utilizzando energia ricavata dal nostro impianto fotovoltaico e prediligendo la produzione in vetro, per un minor impatto ambientale. Ultimamente abbiamo inaugurato anche un nuovo ciclo di produzione in boccioni da 18 litri. La società è da intere generazioni nelle mani della nostra famiglia, e da parecchi anni ci occupiamo della gestione io e mio fratello Angelo. Con molta oculatezza e cautela: in quest’epoca di crisi ogni imprenditore è chiamato a scelte attentamente ponderate, onde evitare ricadute sui bilanci e sulla salute dell’azienda e dei dipendenti».

DI SEBASTIANO TARDITI • GIUGNO 7, 2016 • www.cartabiancanews.it

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